Consolidare e sviluppare la cultura della sicurezza sul lavoro, insieme alla consapevolezza della sua centralità nell’organizzazione e gestione dei processi produttivi. Il premio di INAIL e Confindustria valorizza gli esempi virtuosi delle aziende italiane che hanno scelto di investire in prevenzione. SAPA al fianco di Eni Mediterranea Idrocarburi nella cerimonia di premiazione presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza a Roma.

“Beh Giovanni, ora finalmente ti senti al sicuro?”

Me lo chiedeva sorridendo un amico, quest’estate. Stavamo guardando insieme la partita della Nazionale di pallacanestro. Campionati Mondiali, Italia-Filippine. Risultato? 62-24 a metà gara.

Me lo chiedeva con il sorriso perché mi conosce bene.

Vero, sono fatto così: preferisco non dare mai nulla per scontato. Anche quando sembrerebbe acquisito.

Ok, l’Italia era avanti di 40 punti. Un’enormità nella pallacanestro. Sul parquet, per noi, c’erano atleti NBA e protagonisti dell’Eurolega, cestisti navigati opposti a un avversario che non ha una tradizione scintillante nella pallacanestro.

Eppure? Eppure no, sicuro non lo ero.

Il risultato, in ogni cosa, bisogna prima raggiungerlo. Soltanto dopo, eventualmente, celebrarlo.

Ero contento, certo. Ottimista? Ci mancherebbe altro, sì. Ma sicuro no.

Mi auguravo prima di tutto che sicuri non lo fossero gli azzurri, che quella partita dovevano continuare a giocarla.

Nel basket, come nella vita, la sicurezza va conquistata. Non è un dono, è l’esatto opposto.

La sicurezza è casomai ciò che si ottiene quando non si lascia nulla al caso. Non una volta ma sempre, continuamente.

Allenamento dopo allenamento, minuto dopo minuto, nello sport. Giorno dopo giorno, nella quotidianità.

Sempre prestando la massima attenzione, dedicando il massimo impegno per ridurre al minimo le possibilità che si verifichi ciò che ci impedirebbe di raggiungere il nostro obiettivo, qualunque esso sia.

Il rischio è proprio questo, accontentarsi. “Bene, siamo stati bravi fino ad ora. Può bastare”.

No, non basta affatto.

Cosa sarebbe successo se l’Italia avesse letteralmente smesso di difendersi per il resto della partita? Che avrebbe perso. Malgrado l’enorme vantaggio, malgrado gli sforzi fatti per accumularlo.

Mai abbassare la guardia, vale nel pugilato. In senso figurato, ma incredibilmente concreto, nella pallacanestro.

Vale nella vita e nel lavoro, dove la sicurezza è un tema centrale che segue le stesse dinamiche valide per lo sport. Se ci si accontenta di ciò che è stato fatto, ci si consegna al destino ed è un attimo perdere una “partita” di gran lunga più importante di quella degli azzurri di basket…

In SAPA, posso dirlo con orgoglio, il tema della sicurezza dei nostri dipendenti è assolutamente centrale.

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La tutela dei lavoratori, oltre a essere un fattore di civiltà, rappresenta un valore competitivo per l’impresa.

Abbiamo chiara quale sia la responsabilità che abbiamo nei confronti del capitale umano al quale ci rivolgiamo e al quale siamo strettamente, intimamente connessi.

La tutela, la sicurezza delle donne e degli uomini che ogni giorno contribuiscono alla crescita di SAPA è un impegno costante, vero e proprio cardine dell’intera attività.

Ecco perché è stato particolarmente emozionate, per tutti noi, ricevere il Premio “Imprese per la sicurezza”, promosso da INAIL e Confindustria con la collaborazione tecnica di Apqi (Associazione premio qualità Italia) e Accredia (Ente italiano di accreditamento).

Il riconoscimento – cui il Presidente della Repubblica ha riconosciuto la medaglia di Rappresentanza e che ci ha visti premiati insieme a realtà come Eni – è rivolto alle imprese che hanno garantito un significativo contributo al processo di diffusione della cultura della sicurezza nel sistema produttivo italiano.

“Il Premio – spiega INAIL sul proprio sito – è rivolto alle imprese che si distinguono per l’impegno in tema di gestione della salute e sicurezza, al fine di valorizzare non un singolo progetto o un’iniziativa, ma l’intero processo aziendale, coinvolgendo gli attori della prevenzione in azienda ed analizzando temi quali la leadership, le politiche, le strategie, il personale, i processi e i risultati”.

Misura, insomma, il livello di innovazione e i risultati conseguiti dalle imprese italiane, facendo emergere progetti e processi produttivi particolarmente virtuosi in grado di rappresentare un modello in termini di sicurezza.

La cerimonia di premiazione si è svolta nella sala del Chiostro della Facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza a Roma, lo scorso 26 novembre. È stato l’Ing. Beniamino Votino, HSE Manager di SAPA, a ritirare il premio a nome del Gruppo.

Ecco una breve clip dell’evento:

Una grandissima soddisfazione, un’ulteriore motivazione a proseguire nel solco di quanto stiamo facendo. E migliorarci ancora.

È sempre l’uomo a fare la differenza”, diceva mio padre. Sempre lui mi ha trasmesso l’idea dell’azienda come un bene sociale. Mettere le persone al centro, proteggerne la sicurezza con tutto il nostro impegno, aiutarle a crescere non solo professionalmente ma anche umanamente è ciò che abbiamo il piacere e il dovere di fare.

Penso, ad esempio, ai buoni per l’acquisto dei libri scolastici che riserviamo ai figli delle madri e dei padri che lavorano per noi. O al nostro impegno con il FAI (Fondo Ambientale Italiano) attraverso il quale garantiamo ai nostri dipendenti la possibilità di partecipare gratuitamente a visite, escursioni e eventi esplorando le straordinarie bellezze del nostro Paese.

Fare impresa in modo etico, secondo noi, vuol dire questo.

Il premio ricevuto non è un punto di arrivo ma una nuova partenza.

Inutile dirlo, il nostro impegno non si ferma qui.

Per la cronaca, risultato finale di Italia-Filippine: 108-62. No, neppure gli azzurri hanno abbassato la guardia…

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